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un modello per il futuro dal mondo contadino

DiMa

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I tratturi sono più di un luogo fisico: verdi sentieri percorsi dai pastori e dalle greggi transumanti; vie militari battute dagli eserciti al tempo dei Romani e del fiero popolo dei Sanniti; miniera inestimabile di biodiversità; culla di una civiltà plasmata in usi e costumi, gastronomia e caratteristiche socio-economiche, dai popoli viaggiatori e da coloro che stanziavano nelle località confinanti, collegate ai tratturi da bracci e tratturelli.

Sempre più spesso si sente parlare, sia a livello istituzionale che nel quotidiano, di economia circolare. Ma che cos’è questo nuovo modello economico verso cui si tende?
Per spiegarlo ci affidiamo alle conoscenze della civiltà contadina. Nel mondo contadino non c’è spreco, tutto si riutilizza, le risorse sono in equilibrio, gli scarti diventano fondamentali per nuovi usi e nuovi processi. Ogni elemento si rigenera in un ciclo chiuso.

Nutrirsi è un’azione fisiologica, eppure il cibo è più di un alimento; è relazione, cultura, identità, impegno, cura. Come diceva il filosofo tedesco Feuerbach in una sua opera del 1862: ”l’uomo è ciò che mangia”. Il cibo è sostanza viva, attiva e in evoluzione. Ci struttura, ci fa esistere ed essere, e ancor più ci rapporta agli altri.

Diventare consapevoli di cosa e come mangiare è, pertanto, una necessità per preservare al meglio e a lungo il nostro benessere. La consapevolezza alimentare è una capacità che va allenata quotidianamente e fin da piccoli, in particolare oggi, che sono in aumento problemi come obesità, sovrappeso e disturbi alimentari, anche in età infantile.

Fare agricoltura oggi non è più solo coltivare la terra, accudire gli animali e produrre alimenti, ma in senso più ampio è connettere quel mondo contadino - fatto di usi, valori, peculiarità e capacità - all’ambiente circostante.

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