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lungo i tratturi e nel cuore della civiltà della transumanza

Mercoledì, 08 Agosto 2018 08:48

Sull’erbal fiume silente: lungo i tratturi e nel cuore della civiltà della transumanza.

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I tratturi sono più di un luogo fisico: verdi sentieri percorsi dai pastori e dalle greggi transumanti; vie militari battute dagli eserciti al tempo dei Romani e del fiero popolo dei Sanniti; miniera inestimabile di biodiversità; culla di una civiltà plasmata in usi e costumi, gastronomia e caratteristiche socio-economiche, dai popoli viaggiatori e da coloro che stanziavano nelle località confinanti, collegate ai tratturi da bracci e tratturelli.

Storicamente, la transumanza, intesa come la migrazione stagionale delle greggi - dai litorali pianeggianti verso la montagna in cerca di pascoli ancora verdi, nella stagione calda, e dalla montagna ai litorali, all’inizio dell’autunno - è un’antica consuetudine, che in Italia ha interessato diversi tratturi di rilevanza nazionale, tra cui il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, che collega Abruzzo e Puglia, decantato anche dal poeta D’Annunzio nella sua lirica I Pastori: “…E vanno pel tratturo antico al piano, / quasi per un erbal fiume silente, / su le vestigia degli antichi padri”.
Per secoli l’economia del mezzogiorno d’Italia è stata caratterizzata dallo scambio di beni primari lungo i tratturi (agnelli, lana, latte e formaggi, tra i principali prodotti commerciati) e fin dall’epoca dei Romani si è resa evidente l’opportunità di ricavare ricchezza ulteriore dal passaggio delle greggi, regolamentandone il transito con specifiche imposizioni fiscali, tanto che lo stesso termine “pecunia” deriva dal latino pecus (pecora).
Fu, però, solo nel 1447, che si giunse, con gli Aragonesi, all’ istituzione della “Regia Dogana della mena delle pecore”, con sede dapprima a Lucera, poi a Foggia, con cui si obbligava chiunque avesse più di 20 pecore o capre a versare una tassa per la "mena", cioè per lo spostamento degli animali. L’importo della tassa era di 8 ducati per ogni 100 pecore e comprendeva l’ assegnazione di un pascolo adeguato.
Un’ ulteriore regolamentazione dei tratturi vi fu nel 1549, quando il re di Napoli Ferrante I promulgò una legge sulle dimensioni del tracciato: "larghezza di passi 70, liberi da alberi, orti ed ogni altro impedimento".
Il tratturo da Pescasseroli a Candela era originariamente di 211 km complessivi e largo 111 mt, pari a 60 passi napoletani, poi ridotto a 30 passi (pari a 55,55 metri) dalla “reintegra” effettuata negli anni 1810-12 su ordine del re di Napoli Giuseppe Napoleone. A segnare i confini del tratturo rispetto ai terreni privati erano posti termini lapidei ancora oggi visibili in più punti, recanti gli stemmi delle famiglie nobiliari e borghesi affermatesi nelle località dislocate lungo il millenario tracciato.
La transumanza ha mutato di importanza agli inizi dell'Ottocento, quando l’agricoltura si è imposta maggiormente nel Tavoliere delle Puglie come economia predominante. Ciò nonostante, lungo i tratturi e attorno alla transumanza si è creato un patrimonio di cultura, tradizioni, religiosità, linguaggio, arte e artigianato che identifica e assimila molte comunità rurali.
Sappiamo infatti che lungo questo percorso sono identici alcuni attrezzi specifici, come le forbici per la tosatura, oppure il barile di legno per l’acqua, così come il vestiario e diversi termini di uso comune. Inoltre, gli scambi di prodotti tra i pastori transumanti e i contadini stanziati nei borghi lungo il tragitto hanno dato luogo ad una dieta “povera”, tipica dei territori attraversati dai tratturi, caratterizzata da pane raffermo, erbe aromatiche, ricotta e formaggi.
Ancora oggi, quindi, il tratturo e la transumanza sono un richiamo culturale ed identitario forte, soprattutto per i sempre più numerosi viaggiatori alla ricerca di un turismo responsabile a diretto contatto con la natura e con la storia dei luoghi. E proprio da questa sensibilità nasce la volontà anche da parte delle istituzioni di promuovere i tratturi e la transumanza in modo più specifico e a livello internazionale, come è accaduto con la presentazione della candidatura della transumanza a patrimonio immateriale dell'UNESCO, da parte di Italia, Grecia e Austria, congiuntamente, nel marzo 2018.
Molteplici sono gli itinerari percorribili lungo i tratturi e nel cuore della civiltà della transumanza, all’insegna della scoperta della storia passata, della sostenibilità per il futuro e della saggezza propria di chi ha percorso e continua a percorrere intensi cammini pregni di tradizione.

 

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